domenica 13 dicembre 2009

Genova – Acquario e Museo del mare (prima parte - l'organizzazione)

Premessa – Sui nostri viaggi in generale: con questo articolo voglio inaugurare una nuova sezione del mio blog, quella dedicata al turismo. Io e Simona non siamo dei grandi viaggiatori, ossia ci piace visitare i luoghi ma siamo anche un po’ pigri, per cui in sostanza non andiamo in giro molto spesso. Col tempo però abbiamo imparato ad organizzare i viaggi nella maniera che più ci si confà, preferendo la qualità alla quantità sia nel numero delle gite sia degli itinerari. Insomma ad esempio se programmiamo una visita ad una città che non conosciamo, meglio acquistare una guida, scegliere prima a tavolino poche cose e dedicare a ciascuna il tempo giusto magari nella prospettiva di tornarci un giorno non troppo lontano piuttosto che farsi prendere dalla fregola rimbalzando da una parte all’altra della città cercando di vedere tutto e con la frustrazione di non riuscirci comunque. E meglio anche scegliere nel limite del possibile luoghi e percorsi caratteristici. Questa estate ad esempio ci hanno molta soddisfazione visite a Bomarzo, Civita di Bagnoregio, Viterbo, alla foresta pietrificata di Dunarobba, quella prima ci siamo dilettati nell’entroterra marchigiano. Insomma, se non c’è molta gente per noi è meglio. Non tutte le visite rispecchiano questi standard naturalmente: dall’Acquario di Genova non puoi aspettarti che sia poco affollato, se ti va di vederlo lo devi prendere com’è. Però ad esempio la prima volta che siamo andati a Roma lo abbiamo fatto in gennaio allungando il week-end con la festa del patrono di Modena. Abbiamo avuto fortuna col tempo ed è stata una scelta azzeccatissima.


Seconda premessa - sul senso di scrivere un blog di viaggio: credo sia legittimo chiedersi quale sia il senso di scrivere su un blog dei propri viaggi. Per quanto mi riguarda sicuramente c’è l’aspetto del piacere che mi fa raccontare la mia esperienza (quello che abbiamo visto), anche dal putno di vista emotivo (che cosa abbiamo ritenuto interessante e che cosa no), ma anche e forse soprattutto dare qualche indicazione a chi legge su come organizzare al meglio la propria visita. Che cosa di quello che noi abbiamo fatto è andato bene e che cosa invece si poteva migliorare.
Ciò detto ciancio alle bande.

Organizzare la gita a Genova: come credo per molti il “primo motore” della nostra scelta di visitare Genova è stato il desiderio di rivedere l’Acquario. Dico “rivedere” perché entrambi (sia io sia Simona) c’eravamo già stati, con altri, una decina di anni fa o giù di lì. Sicchè per prima cosa per acquisire qualche informazione su orari e costi della struttura abbiamo visitato il sito internet dell’Acquario (www.acquariodigenova.it) scoprendo immediatamente una cosa che non sospettavamo ossia che esso ora è al centro di un “mondo” assai più esteso chiamato “Acquario Village” e che comprende oltre all’Acquario stesso, la Foresta dei Colibrì, la Biosfera, il Museo del Mare, la Città dei Bambini e l’ascensore panoramico del Bigo (una struttura modellata sui bracci di carico del porto, progettata da Renzo Piano). Pur incuriositi dalla ricchezza dell’offerta noi abbiamo mantenuto la nostra idea iniziale che prevedeva la visita solo all’Acquario vero e proprio, accompagnata da una passeggiata per la città. Abbiamo perciò registrato i dati che ci interessavano (apertura invernale 9:30/19:30 entrate scaglionate ogni mezz’ora; prezzo 17€ eccezionalmente dimezzato fino all’8 dicembre per festeggiamenti gli Xmila visitatori… che culo! Noi volevamo andare il 7…) e abbiamo cominciato a discettare sull’opportunità di comprare il biglietto on-line. Alla fine abbiamo deciso di sì ed è stata davvero un’ottima idea che consiglio a tutti. L’unica problema (non piccolo per la verità) da noi riscontrato è stato che il sito dell’Acquario si è rivelato lentissimo, ci abbiamo messo più di un’ora ad effettuare l’acquisto. Non so se fosse quel giorno particolarmente sovraccarico o fosse il nostro browser a dare dei problemi, comunque se anche vedete che la procedura è estremamente lenta, armatevi di santa pazienza e portate in porto l’operazione, tutto il tempo perso in quel momento si rivelerà tempo guadagnato per la vostra gita: all’entrata dell’Acquario infatti c’era una coda smisurata che noi abbiamo potuto saltare a piedi pari. Ci sono altre tre cose importanti da sapere se comprate il biglietto via internet, la prima vi sarà chiara comprando il biglietto, ossia che contestualmente dovete scegliere l’orario a cui volete entrare, la seconda è che è vitale che vi stampiate il pdf della prenotazione che vi arriverà via e-mail (ma questo ve lo comunicheranno chiaramente al momento dell’acquisto on-line), la terza è dove andare con questo foglio una volta giunti all’Acquario. Sul pdf è indicato quanto segue: “all’ora prenotata presentati con la conferma di prenotazione presso l’ingresso riservato ad internet che si trova sul lato destro della scala di accesso all’Acquario”. Occhio perché l’indicazione è alquanto fuorviante. L’edificio dell’Acquario si trova un molo e ospita al piano terra una galleria che è di fatto una sorta si piccolo centro commerciale, se vi trovate di fronte alle scale di accesso (che si trova al primo piano) per trovare la biglietteria internet dovete scorrere sul lato sinistro del molo (verso la Biosfera, la tensiostruttura sferica dal diametro di una dozzina di metri che si trova nell'immagine qui sotto), e non è visibile dai piedi delle scale (perché la sua entrata è rivolta non sul fronte dell’edificio ma sul lato). Se vi trovate in difficoltà sul foglio di prenotazione c’è comunque un numero di telefono.

Un’altra cosa che potrebbe essere interessante sapere è che da lì vi faranno entrare tramite un ascensore a percorso già iniziato (diciamo grossomodo alla terza stanza) dopodiché le indicazioni vi faranno arretrare fino a quella iniziale. Quando, arretrando, arrivate al punto in cui fanno le foto potete evitare di arretrare ancora. Noi lo abbiamo fatto sicchè siamo entrati nell’anticamera in cui praticamente non c’è nulla di interessante, dopodiché abbiamo fatto la coda per rientrare facendoci fare la fotografia di rito che loro ti scattano lì e poi stampano e ti venderanno (solo se la vuoi naturalmente) a fine visita dopo diversi minuti di caccia al tesoro: è infatti sepolta in un muro di foto tutte uguali a ha il “modico” prezzo di 10€ (però gratis ti danno anche due cartoline e il calendario sempre con sopra la vostra foto… in ogni caso noi da bravi giapponesi obnubilati dalla bellezza dell’Acquario noi abbiamo deciso ugualmente di acquistarla…).
Un’ultima considerazione sull’orario di entrata all’Acquario. La nostra idea iniziale era di effettuare la visita al mattino, è però anche vero che se provenite un po’ da lontano (da Modena a Genova sono quasi tre ore di macchina, poi metteteci una sosta, un po’ di margine per l’eventuale traffico, il parcheggio, capire che cacchio dovete fare per entrate) o partite davvero molto presto o rischiate di sforare l’orario fissato o acquistate il biglietto verso mezzogiorno, ma siccome la visita dura due ore e passa finirete presumibilmente per pranzare alle tre (il chè è un po’ tardi credo non solo per me ma per tutti). Insomma in conclusione noi abbiamo acquistato il biglietto per le cinque di pomeriggio (l’ultima entrata utile) e abbiamo trovato la scelta molto azzeccata.

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